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Associazione
Sportiva e Culturale per lo studio e la divulgazione del Tai Chi Chuan e delle Discipline Olistiche Programma stagione 2009/2010 |
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| Tai Chi Chuan
LA
STORIA
Il Tai Chi Chuan è un’antica disciplina orientale, cinese, che nasce come un’Arte Marziale, in un’epoca in cui difendersi era necessità quotidiana. Immaginate la Cina intorno al 1600 d.C.… Non conoscevano le armi da fuoco e la luce nelle strade dopo il tramonto era inesistente. Considerando le condizioni di miseria in cui versava parte della popolazione, essere aggrediti per un sacchetto di monete o, peggio, per un pezzo di pane era davvero la quotidianità. L’autodifesa fisica era quindi una necessità primaria. Era poi usanza dei giovani dei villaggi, sfidarsi al combattimento, come è antropologicamente confermato in molte culture.. In realtà il Tai Chi Chuan nasce in ambienti più raffinati, ovvero i templi dei Monaci Taoisti. Chi pratica la disciplina, o chi ne ha solo sentito parlare, sa ormai che esistono tante storie e storielle, sull’origine del Tai Chi Chuan…accenno brevemente, con una delle leggende più accreditate … Si narra che intorno al 1600 d.C. il leggendario monaco Taoista, Chan San Feng, andando a passeggio per i boschi, vide un combattimento tra un Airone Bianco e un Serpente. Rimase colpito dalla diversità e dalla potenza dei movimenti dei due animali, basati su schivate e attacchi repentini. Tornato al tempio iniziò ad elaborare una serie di movimenti, che chiamò “Gli Esercizi degli Animali” ispirandosi a quello che aveva visto. Questo esercizi erano in realtà movimenti del corpo abbinati ad una respirazione profonda, che aiutava nella concentrazione e nella lucidità mentale. Chan San Feng li propose ai confratelli del tempio, e notò, col passare del tempo, che essi godevano sempre più di lunga vita e di ottima salute, in un’epoca in cui la vita media di un uomo sano era di 40 anni... (e non esistevano gli antibiotici e l’aspirina!). Il monaco perfezionò i suoi esercizi e decise di portarli all’antico tempio di Shaolin, leggendaria sede dei Monaci Guerrieri Buddisti. Dopo essere stato accolto nel tempio - lui era taoista e da sempre c’era una sorta di “rivalità” tra le due filosofie- egli insegnò ai severissimi “colleghi” buddisti i suoi esercizi. I Monaci Guerrieri si accorsero ben presto che, combinando le loro massacranti sessioni di esercitazioni fisiche, con gli esercizi di Chan San Feng, la loro potenza raddoppiava, e soprattutto non avvertivano più la stanchezza. Semplicemente,avevano trovato il modo di “far girare il Chi” l’Energia Interna nel corpo, ovvero non usare solamente la forza muscolare, che prima o poi, anche per l’avanzare dell’età, si esaurisce. Applicando questi principi, i Monaci divennero i migliori, preparati e invincibili Guerrieri di tutta la Cina, espertissimi nelle Arti Marziali, raffinandosi, grazie alla respirazione e alla meditazione, al controllo del dolore fisico e alla disciplina interiore. Col passare degli anni e dei secoli, qualcuno pensò di “sistematizzare” le tecniche di combattimento, creando dei veri e propri “stili”, che prendevano il nome dalla famiglia di colui che li aveva creati. Il più antico, nel Tai Chi Chuan, è lo Stile Chen (della famiglia Chen) che ancora oggi è molto diffuso. Dallo Stile Chen allo Stile Yang, ai giorni nostri Narra la leggenda…… Vi racconto un’altra leggenda, già più vicina a noi e in parte documentata, per capire come il Tai Chi Chuan si sia sviluppato nei secoli e come sia arrivato a noi…. 1800 d.C… Nel villaggio Chen (con il nome della famiglia più numerosa o più potente si identificava tutto il villaggio) esisteva un anziano speziale, che per mandare avanti il negozio, si avvaleva della collaborazione di un giovane garzone, Yang Lu Chan, appartenente alla famiglia Yang (in Cina usano il cognome prima del nome). Un giorno entrò nella bottega dello speziale, un malvivente con cattive intenzioni. Il giovane cercò di difendere l’anziano principale, ma il malvivente ebbe la meglio. Il vecchio Chen intervenne improvvisamente, e, con un paio di abili mosse, neutralizzò e atterrò il rapinatore, che scappò a gambe levate. Il giovane Yang si meravigliò di come un anziano così fragile fosse in grado di neutralizzare una persona giovane e forte come il rapinatore, e gli chiese “il segreto” della sua abilità. Il vecchio Chen, che era affezionato al ragazzo, decise di spiegargli le tecniche, che la sua famiglia si tramandava oralmente di padre in figlio, dai tempi di Chan San Feng. Ma furbescamente il vecchio Chen decise di insegnare solo “la Forma” ovvero una semplice sequenza di movimenti, senza le applicazioni marziali. Il giovane Yang si applicò diligentemente allo studio, convinto che con quei gesti potrà battere qualsiasi avversario. Imparò in fretta…e il vecchio Chen lo lasciò fare, osservandolo con saggezza. Essendo giovane e un po’ imprudente, però, il giovane Yang cominciò a ad andare a sfidare i giovani del villaggio, dicendo in giro che lui era a conoscenza di tecniche infallibili per battere tutti… In realtà lui conosceva solo una “Forma” ma non le applicazioni reali, e i punti vitali da colpire per neutralizzare o battere definitivamente l’avversario. In tutte le arti marziali era infatti tradizione che le famiglie si tramandassero “i segreti” ma solo “di padre in figlio” o “da Maestro ad allievo”, ma in tutti e due i casi, solo a quello maggiormente dotato di disciplina e “degno”, con il suo comportamento, di esserne messo al corrente… Così, il giovane Yang, alla prima sfida tra giovani, le prese di santa ragione, oltre ad essere sbeffeggiato da tutto il villaggio, e pure oltre i confini. Yang Lu Chan però non si arrese e tornò implacabile dal vecchio Chen per chiedergli spiegazioni… Il vecchio Chen, commosso dalla determinazione del suo giovane allievo, decise di insegnargli le vere tecniche di combattimento, e i “segreti” della sua famiglia, basati sull’alternarsi di Yin e Yang, pieno e vuoto, cedere e colpire, schivare e attaccare (come i famosi Airone e Serpente….), alternare e muoversi, “ascoltarsi” e “ascoltare” il movimento dell’avversario… La disciplina prende così il nome di Tai Chi Chuan ovvero “Il Combattimento della Suprema Armonia” il cui simbolo taoista è il Tao, il celebre cerchio con i due opposti, bianco e nero, nero e bianco, dove nulla è assoluto, e tutto è in costante, continuo movimento. (Per gli aspetti filosofici relativi al taoismo, e gli approfondimenti, rimando …al Web!) Yang Lu Chan rimase affascinato dalla potenza marziale e dall’efficacia micidiale delle tecniche che il vecchio gli stava insegnando… e decise di “onorare” questo insegnamento applicandosi con grande disciplina e passione… Dopo intensi allenamenti, Yang Lu Chan ritornò a sfidare i giovani del villaggio e, naturalmente, li batté con grande facilità… La sua fama si diffuse molto presto nei villaggi vicini e in tutta la Cina fu riconosciuto presto come “Yang L’Invincibile” e le voci arrivarono addirittura a Pechino, alla Corte dell’Imperatore. Venne convocato dalla Corte, e gli venne chiesto di insegnare ai nobili di corte questa strana Arte… Yang Lu Chan decise istintivamente di applicare con i cortigiani lo stesso “giochino” Che a suo tempo, aveva fatto con lui il vecchio Chen, e insegnò solo “La Forma”, ovvero una sequenza di movimenti che “simulano” un combattimento, ma, se eseguiti con lentezza e concentrazione, portano il corpo e la mente ad uno stato di serenità e calma interiore, oltre che salute e lunga vita. Questo aspetto della pratica trovò molto successo tra i nobili di Corte, e tra gli ambienti più raffinati e colti, per l’eleganza e la grazia dei movimenti. Yang Lu Chan decise di “battezzare” con il suo nome questo modo di esprimere l’antica Arte, e nasce così il Tai Chi Chuan Stile Yang, che, ad oggi è in assoluto lo stile più diffuso e praticato. Purtroppo con il passare degli anni lo Stile Yang si è completamente alleggerito degli aspetti marziali, ma è stato proprio per questo che si è diffuso tra la gente come “Ginnastica di Lunga Vita”, che si può vedere ancora oggi praticare nei parchi di tutto il mondo da persone di qualsiasi età. Ogni anno, nell’ultima settimana di Aprile, viene celebrato nei parchi di tutto il mondo il Tai Chi Day, una giornata dedicata alla pratica libera e allo studio del Tai Chi. Yang Lu Chan ebbe tre figli, a cui trasmise gli antichi insegnamenti…che si sono tramandati fino ad oggi, in uno stile raffinatissimo e micidiale, che si chiama Antico Stile Yang (di cui sono Istruttore) che, oltre alla Forma, naturalmente, conserva tutti gli aspetti marziali. Un aspetto interessante, che ad oggi viene poco insegnato perché non ben conosciuto in occidente, è il Dim Mak ovvero l’Arte Cinese dei Punti Vitali, usati anche in agopuntura e digitopressione, sia per guarire che combattere (Yin e Yang, i due estremi: guarire o danneggiare). 1936: uno dei nipoti di Yang Lu Chan, Yang Chen Fu, codifica una forma più breve di quella di suo nonno, che era composta da circa 250 movimenti, in una più semplice, che chiamerà “108 Posizioni Tradizionale” oggi ancora nota con questo nome o “Forma Lunga Tradizionale” e sicuramente la più diffusa in assoluto. Il numero 108 in realtà è un numero simbolico che per il taoismo rappresenta L’Uomo (1) la Terra (0) e l’Universo (8 = infinito). In realtà, quella universalmente conosciuta come “Forma 108” è composta da 88 o 85 movimenti, a seconda delle interpretazioni che negli anni ne sono state date. Di questa Forma 108 Tradizionale, ne sono state elaborate molte versioni, tra cui quella della Scuola del M° Chang Dsu Yao, la mia scuola di origine, che avendo forti connotati di Kung Fu Shaolin, ha apportato qualche modifica di posizioni e struttura. Anche questa Forma, grazie al compianto M° Chang (morto a Milano nel 1992) e ai suoi allievi diretti, che sono stati in seguito i miei maestri, è ad oggi molto diffusa e praticata in Italia e in Europa. Siccome però lo studio della forma Lunga è complesso e impegnativo, nel 1956 l’Università dello Sport di Pechino codifica una forma più breve, estrapolando alcune tecniche fondamentali dalla Tradizionale. Si crea così la “Forma 24 Posizioni”, dando origine a quello che viene definito “Tai Chi Chuan Stile Yang Moderno” che troviamo anche con la dicitura “TAIJI QUAN”. La “24” viene praticata in tutto il mondo esattamente come è stata codificata. Nel Tai Chi Moderno le applicazioni marziali sono state completamente abolite: è solo un esercizio di “ginnastica”, che, se eseguito con costanza e regolarità, e sempre con una corretta respirazione, dà benessere e salute. Esistono altre Forme Moderne (42, 48 ecc…) su cui vi invito a documentarvi sul web, di cui trovate oggi molti filmati. |
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